Concert
   

IL CANTO DELLA TERRA. Tra montagne, villaggi e memoria: musiche d'Armenia

Associazione Melusine. Comune di Lesignano de' Bagni. Diocesi di Parma. Fondazione Andrea Borri.


IL CANTO DELLA TERRA. Tra montagne, villaggi e memoria: musiche d'Armenia
27 sept. 2026   5:30 PM
Abbazia di San Basilide (badia Cavana), Via S. Michele Cavana, 2, 43037 Lesignano de' Bagni (PR)
Emilia-Romagna - Italy

"IL CANTO DELLA TERRA. Tra montagne, villaggi e memoria: musiche d'Armenia"

La musica popolare armena nasce dalla terra. Dalle montagne del Caucaso, dai campi coltivati, dai villaggi, dal vento che attraversa gli altipiani e accompagna il lavoro, le feste, l'amore e la preghiera. È una musica profondamente legata alla vita quotidiana, nella quale il paesaggio non è soltanto lo sfondo, ma diventa parte stessa del canto.

Con Komitas Vardapet (1869–1935), sacerdote, compositore ed etnomusicologo, questo immenso patrimonio orale trovò una voce capace di raccoglierlo, trascriverlo e conservarlo. Attraversando centinaia di villaggi, Komitas ascoltò e raccolse le melodie della tradizione contadina armena, restituendo loro una forma musicale capace di conservarne la forza, la semplicità e l'autenticità.

Il Canto della Terra è un viaggio attraverso questa Armenia sonora: un paesaggio fatto di montagne e villaggi, alberi e campi, vento e silenzio, lavoro e festa, amore e nostalgia. I brani del programma raccontano momenti diversi della vita e dell'immaginario armeno: il platano, simbolo di forza e fedeltà; il canto del raccolto; il gallo che annuncia il giorno; la notte illuminata dalla luna; la casa e ciò che accade intorno ad essa; il vento che scende dalle montagne e accompagna il desiderio e la memoria.

Accanto ai canti raccolti e armonizzati da Komitas compaiono melodie tradizionali e pagine legate alla più antica cultura spirituale armena, come Havun Havun, tratto dalla poesia di Grigor Narekatsi (San Gregorio di Narek), una delle figure più alte della letteratura e della spiritualità armena medievale. La sua presenza nel programma crea un ideale ponte tra la parola poetica e il canto popolare, tra la dimensione spirituale e quella quotidiana.

Anche la danza trova il suo spazio, con le due versioni di Dzernapar, le "mani danzanti", e con Chachane/Tsakhadzore: momenti nei quali la musica abbandona la dimensione narrativa del canto e diventa gesto, movimento, energia collettiva. Sono pagine che restituiscono l'immagine di una comunità riunita nella festa, nella celebrazione e nella condivisione.

Il percorso conduce progressivamente verso le montagne, che nella musica armena diventano una presenza costante e quasi simbolica. Il vento, le cime, i villaggi lontani e il desiderio di raggiungerli si trasformano in musica nei canti dedicati all'Alagyaz e alle montagne, fino a Hov Arek Sarer Jan e Sareri Hovin Mernem, dove il paesaggio diventa sentimento e il vento delle montagne sembra portare con sé la voce di chi canta.

In questo intreccio di terra, natura, poesia e memoria, la musica diventa così uno strumento per custodire un'identità. Un'identità che Komitas seppe ascoltare nelle voci della gente comune e trasformare in patrimonio universale.

Il Canto della Terra è dunque un omaggio all'Armenia attraverso le sue melodie più intime: un viaggio tra montagne, villaggi e memoria, dove ogni canto conserva il frammento di un mondo e ogni melodia diventa una voce capace di attraversare il tempo. Un omaggio a una cultura millenaria che ha saputo custodire la propria identità attraverso la musica, trasformando il canto in memoria e la memoria in futuro.

ENSEMBLE DE LA PAIX

“...Ensemble de la Paix ha aperto alcune delle pagine più alte della cultura armena...” (Pietro Kuciukian, Console Onorario della Repubblica d’Armenia in Italia)

Ensemble de la Paix è un centro di gravità, un luogo ideale attraverso cui suggestioni ed emozioni raggiungono il cuore del nostro sé più profondo. Un laboratorio creativo che scandaglia le radici dell'essere attraverso la musica e le parole. Un ponte culturale, sociale e antropologico tra oriente e occidente. Crossover di culture e di religioni. Ensemble de la Paix è magia.

Progetto ideato, meditato e fortemente voluto da Flavio Spotti si concretizza nel giugno 2013, per eseguire e portare in scena la musica del filosofo armeno Georges Ivanovitch Gurdjieff, con il programma “East West Crossing”.

Negli anni successivi il repertorio si amplia con le melodie tradizionali di Komitas, Grigor Narekatsi (San Gregorio di Narek) e altri importanti compositori d’Armenia.

Prendono vita così i nuovi programmi: “Free Spirit” (Gurdjieff e Komitas) e “Il Canto del Pane” dedicato all’omonima e toccante raccolta di poesie del poeta Daniel Varujan accompagnata dalle musiche di Komitas e da altre suggestive melodie tradizionali armene.

Il primo luglio 2026 viene pubblicato per la casa discografica Novantiqua l’album “East West Crossing. Travelling with Gurdjieff”.

Dal 2013 Ensemble de la Paix si esibisce in importanti rassegne culturali, prestigiosi teatri e suggestivi luoghi in tutt’Italia.

PROGRAMMA

1. Dzernapar I (Mani danzanti) • TRADIZIONALE

2. Chinar Es (Sei come un platano) • KOMITAS

3. Akh Nare (Ah Nare) • TRADIZIONALE

4. Dle Yaman (Valoroso di cuore) • KOMITAS

5. Yerkinqn Ampel e (Si sta annuvolando) • KOMITAS

6. Kali Yerg (Canto del raccolto) • KOMITAS

7. Lorik (Lorik) • KOMITAS

8. Alagyaz (Monte Alagyaz)/Khnki Tsar (L’albero dell’incenso) • KOMITAS

9. Havun Havun (gallo gallo) • GRIGOR NAREKATSI (SAN GREGORIO DI NAREK)

10. Mer Tan Yedev (Dietro la nostra casa) • KOMITAS

11. En Dizan (Quel pagliaio)/Arnem Ertam en sare (Prendo la mia amata e vado sulle montagne) • KOMITAS

12. Hov Arek Sarer Jan (Portate brezza care montagne) • KOMITAS

13. Es Ghiser, Lusniak Ghiser (questa notte, notte al chiaro di luna) • KOMITAS

14. Sareri Hovin Mernem (Morirò nel vento delle montagne) • KOMITAS

15. Chachane/Tsakhadzore • TRADIZIONALI

16. Dzernapar II (Mani danzanti) • TRADIZIONALE

ENSEMBLE DE LA PAIX

Flavio Spotti - percussioni etniche (dep, ghaval, dayereh, daff, dhol, tombak) e direzione

Clara Fanticini - violino

Matteo Serra - clarinetto

Alevtina Matveeva - violoncello

Iuri Vallara - Fisarmonica